Pisa, la Scuola Superiore Sant'Anna conferisce il dottorato honoris causa al cardinale Pizzaballa

(foto Scuola Superiore Sant’Anna)

"Per il suo impegno nella difesa del diritto internazionale e dei diritti umani": la cerimonia alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. A seguire la Lectio Magistralis: "L'umanità dell'altro non è soltanto una questione morale. È una condizione del nostro stesso futuro"


La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha conferito il diploma di Philosophiae Doctor honoris causa in “Human Rights, Global Politics and International Studies” al Patriarca Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Eminentissima Cardinale Pierbattista Pizzaballa. La cerimonia si è svolta stamani, martedì 6 ottobre, a Pisa alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, del Rettore della Scuola Sant’Anna Nicola Vitiello, e dei rappresentanti delle istituzioni politiche e religiose.

Il conferimento, spiega in una nota la Scuola Superiore Sant'Anna, "riconosce il ruolo e l’impegno del Cardinale Pizzaballa nella difesa del diritto internazionale e dei diritti umani, in particolare del diritto alla libertà religiosa. In un momento storico segnato da profonde tensioni, il Cardinale ha saputo incarnare valori di speranza e umanità, divenendo un punto di riferimento per chi invoca pace e dialogo. Inoltre, il Cardinale ha sempre riconosciuto il ruolo delle scuole e delle università come ‘officine di nuova umanità’, luoghi dove favorire spazi di confronto e promuovere una cultura basata sul rispetto dell’altro e sul dialogo".

La cerimonia si è aperta con i saluti istituzionali del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del Rettore Nicola Vitiello, che ha evidenziato come la science diplomacy possa fare delle università autentici laboratori di pace, luoghi nei quali la conoscenza apre nuovi spazi di confronto e di fiducia. Ai saluti del Rettore si sono aggiunti quelli di Caterina Sganga, Direttrice dell’Istituto DIRPOLIS, che ha sottolineato l’impegno dell’Istituto nell’ambito dei diritti umani, della risoluzione pacifica dei conflitti armati, della giustizia di transizione e degli studi sulla pace.

Dopo la lettura della motivazione del conferimento da parte di Francesco Strazzari, Coordinatore del PhD in Human Rights, Global Politics and International Studies, e la laudatio di Edoardo Greppi, Professore Emerito di Diritto Internazionale all'Università di Torino, incentrata sul percorso biografico del Cardinale Pizzaballa, il Rettore Nicola Vitiello ha consegnato al Cardinale il diploma di Philosophiae Doctor honoris causa.

La cerimonia si è conclusa con la Lectio Magistralis sul tema "L’umanità dell’altro. Dignità e diritti nel tempo della guerra".

La Lectio Magistralis del Cardinale Pizzaballa: l’umanità dell’altro

Nella sua Lectio Magistralis, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa ha riflettuto sul rapporto tra il riconoscimento dell'altro, la dignità e i diritti, a partire da una domanda resa ancora più urgente dal contesto internazionale: come custodire l'umanità dell'altro quando la realtà in cui viviamo sembra spingerci a negarla?

Riconoscere l’umanità dell’altro, ha sottolineato il Cardinale, significa innanzitutto riconoscere l'altro nella sua dignità e nelle sue differenze. È un impegno che passa anche attraverso il linguaggio e il rispetto reciproco e che richiede di considerare il dialogo come una forma concreta di convivenza. Allo stesso modo, la pace non può rimanere soltanto un'aspirazione o un concetto astratto: occorre creare le condizioni affinché possa tradursi in relazioni e responsabilità concrete.

Da qui la riflessione sulla speranza: come continuare a impegnarsi quando i risultati appaiono fragili e la guerra, la violenza e la sfiducia tornano a distruggere ciò che si è cercato di costruire? Per il Cardinale, la speranza trova fondamento nella fede e prende forma nei legami tra le persone, nella capacità di continuare a costruire anche nei momenti più difficili. La grande tentazione del nostro tempo, ha sottolineato il Cardinale, è credere che la sicurezza possa essere raggiunta senza l’altro, che la libertà possa essere difesa contro l’altro. L'esperienza della Terra Santa ci insegna invece che, prima o poi, il futuro che abbiamo negato agli altri finisce per impoverire anche il nostro. "L'umanità dell'altro non è soltanto una questione morale. È una condizione del nostro stesso futuro".

"Vivere insieme richiede regole e istituzioni capaci di custodire la libertà delle persone. La qualità di queste istituzioni si misura anche dalla possibilità di rivolgersi a esse a prescindere dalle proprie convinzioni". Così in uno dei passaggi della Lectio Magistralis il cardinale Pierbattista Pizzaballa. "Le parole raggiungono le persone, formano un'opinione, orientano il modo di leggere ciò che accade. In Terra Santa, parole entrambe necessarie come sicurezza e giustizia sono rimaste a lungo separate, legate a esperienze diverse. Usate fuori dal proprio contesto, rendevano difficile il confronto. La disumanizzazione comincia spesso proprio dalla distruzione di questa possibilità. Quando dell'altro rimane soltanto una definizione sprezzante, il suo volto scompare. Diventa più facile parlare di lui senza ascoltarlo e decidere della sua vita senza considerarla. Il linguaggio violento partecipa al conflitto: prepara atteggiamenti, rende accettabili comportamenti, abitua a pensare che alcune vite meritino meno attenzione". Per questo, secondo il patriarca di Gerusalemme, "una parola pubblica responsabile deve saper nominare le ingiustizie, gli atti di violenza e gli abusi, e riconoscere chi ne risponde e la complessità della storia esige attenzione, verifica dei fatti, ascolto delle persone, non può diventare un alibi per sospendere ogni giudizio: le ingiustizie vanno chiamate per nome, anche quando questo disturba le nostre appartenenze o i nostri interessi".

Il cardinale ha richiamato anche la responsabilità delle università, che devono svolgere il ruolo di custodi di pensiero libero e rigoroso. In un tempo segnato da divisioni e conflitti, le istituzioni accademiche possono diventare luoghi nei quali idee e posizioni differenti possano convivere e alimentare una cultura del dialogo e della pace.

La cerimonia. Bernini: "Costruire, anche attraverso la formazione, cultura del dialogo e della convivenza"

Di seguito il video dal canale youtube della Scuola Superiore Sant'Anna per rivedere la cerimonia.

"Questo PhD honoris causa è molto più di un riconoscimento. È l’occasione per ricordare che la pace si costruisce attraverso la diplomazia, ma anche con la conoscenza, l’educazione, la capacità di incontrare l’altro. Università e pace sono profondamente legate. Perché ogni università è un luogo nel quale persone diverse imparano a stare insieme, a confrontarsi, a mettere in discussione le proprie certezze. È dove si impara a conoscere l’altro, a comprenderne le ragioni, a riconoscerne la dignità. Il riconoscimento al Cardinale Pizzaballa ci richiama proprio a questa responsabilità: costruire, anche attraverso la formazione, una cultura del dialogo e della convivenza" dichiara il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

"L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività che la Scuola Sant’Anna promuove per favorire il dialogo tra le istituzioni accademiche, le autorità, religiose e politiche, e la società civile anche e soprattutto in contesti dove, per citare il Patriarca Latino di Gerusalemme 'la grande assente è la pace'. A Gaza la ripresa delle attività scolastiche in presenza per la prima volta in tre anni ci consente di sperare però che la pace tanto desiderata possa finalmente essere costruita proprio a partire dalle scuole e dalle università, che sono i luoghi dove cercare e comprendere l’umanità dell’altro" dichiara il Rettore della Scuola Sant’Anna Nicola Vitiello.

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